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    October 11

    Una donna trasparente - 3° appuntamento

    Più volte Thérèse ha preso il treno per Parigi, senza motivo.[...]
     
    <<Anche lei è su questo treno per lavoro?>>
    Thérèse prende tempo e considera a lungo l'uomo che l'abborda. Ma risponde sempre, pARla vOleNtieRi.
     
    <<Si, il lavoro..->>
     
    <<Le posso offrire qualcosa da bere?>>
     
    <<Si, certo... Un'altro caffè...>>
     
    Lei indica il paesaggio sorridendo: <<Guardi, è tutto rosa. Dove sono quei paesi che si scorgono dal treno? Sembrano perfetti,così tranquilli, come rannicchiati su se stessi... Una chiesa, un castello. Dove si trovanoesattamente? Quando si viaggia in macchina non si tatraversano mai paesi così belli come quelli che si scoprono dai finiestrini dei treni... Non ci ha mai fatto caso?
     
    <<Non so>>, risponde l'uomo. >>Non guardo mai il paesaggio. Lei lavora a Parigi?>>
     
    <<Quei paesi... Si finisce per domandarsi se non siano una quinta cistruita apposta per i passeggeri... il mio mestiere? Mi obbliga a partire presto la mattina, a cambiare città. E' una fortuna, vero?>>
     
    <<Lei crede? Io devo lasciare mia moglie, i miei figli. Tutti quei chilometri tra loro e me. Ma non si può scegliere...>>
     
    <<E' quel che dico, una fortuna...>>
     
    <<Sicuramente lei non ha figli. Non può capire. Vive da sola?>>
    Thérèse elude la domanda.
     
    <<Guardi le mucche, in quel prato, le guardi, si leva il giornio, si sente che sono calde con questa umidità. Si vede uscire il vapore dalle narici. Hanno qualcosa di invidiabile. ma che cosa? E' difficile a dirsi: la lentezza? La massa? Quel ridicolo modo di ruminare? Tutta quella carne attraverso la quale l'erba diventa latte...>>
    L'uomo sembra stupito, forse disorientato. Thérèse si riprende.
     
    <<Come diceva? Sola, io? No... mi piacerebbe tanto riuscire a raggiungere la perfetta solitudiane di una di quelle micche, ma è...>>
     
    Thérese parla volentieri agli uomoni che l'abbordano. Amabile. Indifferente. Fuori portata. Parla a titti senza mai davvero rispondere, loro credono di conversare con lei, ma ben presto lei si rivela disperatamente inaccessibile, e soprattutto sconcertante. Le parole di Thèrèse non fanno che incrociare silenziosamente le domande degli uomini.  Loro corrono su un'altra linea. In un'Altra direzione. E gli uomini sono confusi. il loro sorriso da conduttori del gioco si spegne dolcemente. Non capiscono più. Per loro, quell'incontro al bar si apre su un'inquietudine alla quale non sono preparati. Lasciano perdere.
     
    [La piccola Chartreuse]
     
     
     
     
     
     
     

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